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Il 18 aprile 2002 alle 17.50, un piccolo aereo privato modello Commander 112Tc si schianta sul grattacielo Pirelli. Il velivolo colpisce il fronte dell' edificio verso piazza Duca d' Aosta, tra il 26° ed il 27° piano, lo attraversa e, sfondata la facciata opposta precipita in via Filzi. Nell' impatto l' aereo esplode e provoca una serie di reazioni nella struttura del grattacielo, determinando un imbarcamento verso il basso (fino a 25 cm) della campata del 26° piano e uno spostamento verso l' alto (6-7 cm, tre dei quali riferiti alla freccia dei solai assestati) della campata soprastante del 27° piano. Di fronte alla vistosa deformazione del 26° piano, in qualsiasi altra situazione non si sarebbe esitato a demolire l' impalcato e a rifarlo. Invece poichè il progetto prevedeva la conservazione dei materiali quale testimonianza dell' epoca, ci si è posti come obbiettivo il recupero delle strutture originarie.
In tale ottica, è risultato necessario prevedere, innanzitutto, la rimessa in quota (riallineamento) dell' impalcato del 26° piano mediante una sua "forzatura", controllata in termini di spostamento e, successivamente, una volta ricostruite le sezioni danneggiate e sigillate le fessure, si è inteso restituire l' originaria portanza alle strutture danneggiate, mediante un rinforzo costituito da cavi esterni alle travi, post-tesi, che producono un benefico stato di coazione sulle travi. Per quanto riguarda, invece la campata del 27° piano, di fronte alle lesioni subite, in verità non eccessive, e nonostante l' imbarcamento delle travi verso l' alto, si è pensato di poter mantenere in funzione le strutture di tale campata, naturalmente dopo aver provveduto all' effettivo risanamento delle loro lesioni e realizzato un rinforzo mediante l' incollaggio di nastri FRP all' intradosso delle travi nei loro tratti centrali. |
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